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Il Comune di Torviscosa come si presenta oggi è stato costituito
nel 1938 (in precedenza faceva parte del Comune di San Giorgio
di Nogaro), e formalmente dal 26 ottobre 1940, al momento dell'insediamento
nella nostra area della società SAICI con relativo stabilimento
industriale per la produzione della cellulosa.
La SAICI ha acquistato anche una vasta superficie di terreni - oltre
4.000 ettari - che dopo essere stati bonificati consentono la coltivazione
della canna gentile (arundo donax) che fornisce la materia
prima al processo produttivo.
Torviscosa insieme alla frazione di Malisana può vantare
una storia antichissima che prende le mosse dalla fondazione di
Aquileia. Numerosi sono infatti i ritrovamenti di materiale
archeologico che testimonia del passaggio del tracciato della Via
Annia che da Aquileia raggiungeva la Via Emilia
passando per Concordia.
La Chiesa parrocchiale di Torviscosa, dedicata alla Madonna
del Rosario, è costruzione risalente al 1727, consacrata
l’11 maggio 1759 da Carlo Michele dei conti d’Attems,
primo arcivescovo di Gorizia dopo la soppressione del Patriarcato
di Aquileia nel 1753. Ha facciata regolare, ripartita da alte lesene;
all'interno altare maggiore con statue (1728) di S. Antonio da
Padova attribuito a Giuseppe Torretti e di S. Francesco
degli scultori Paolo e Giuseppe Torretti, cui si deve anche
la bella ed elegante Madonna del Rosario sul secondo altare
laterale a sinistra.
Recenti sono le pale d'altare raffiguranti S. Francesco e gli
Uccelli (Felice Carena, 1953) e S. Teresa d'Avila (Cia
Bassani, 1956).
Nella secentesca Chiesa del cimitero (Madonna della Salute),
costruita secondo il solito schema delle chiesette votive friulane,
nel 1964 è stata «ritrovata» una Madonna in trono
con il Bambino, scultura lignea spiacevolmente ridipinta e quasi
illeggibile. Dopo il restauro è stato avanzato il nome di Domenico
da Tolmezzo quale suo possibile autore. Ipotesi accettabile
anche se nel volto della Madonna c'è un provincialismo più accentuato
di quanto non sia nella produzione conosciuta del tolmezzino; in
ogni caso la statua va datata ai primi anni del XVI secolo.
Se questi sono i monumenti principali di Torviscosa, non va dimenticato
che nel suo insieme la cittadina è uno dei più singolari esempi,
e non solo in Friuli, di urbanistica razionale, «frutto
tipico della civiltà italiana degli anni Trenta». Torviscosa
nasce nel 1937, ed il primo edificio (lo stabilimento della
SAICI) viene inaugurato il 21 settembre 1938, nella zona in cui
esisteva Torre di Zuino.
Una chiesa (l'attuale Parrocchiale) e poche case coloniche vengono
fatte entrare nell'impianto architettonico della nuova cittadina,
impostato su vaste aree verdi, su aulici edifici di rappresentanza,
sulla parte residenziale operaia e sul settore propriamente produttivo
del complesso. Specchio fedele di un preciso momento culturale
(nel quale rientrano anche le realizzazioni di Littoria, Carbonia,
Sabaudia), Torviscosa venne progettata dall'architetto Giuseppe
De Min e dall'ingegner Steno Mainoni dell'ufficio di
progettazione della direzione Snia.
A partire dal 1943 il piano urbanistico fu rielaborato dall'ingegner
Tita Brusa (che progettò anche opere residenziali),- il campo
sportivo ed altri fabbricati sono degli ingegneri Pietro Barbighian
e Luigi Secchi; l'alta torre del centro Informazioni e documentazioni
è dell'architetto Cesare Pea (1965).
La cittadina di Torviscosa è stata progettata contemporaneamente
allo stabilimento industriale, e risente dei moduli architettonici
tipici del periodo fascista. Proprio per la sua particolarità
è stata oggetto di numerosi studi ed approfondimenti per quanto
riguarda l'architettura industriale. Operai ed impiagati potevano
disporre di abitazioni di buon livello (per quei tempi), ma la collocazione
delle costruzioni teneva conto della rigorosa separazione tra i
ruoli in fabbrica ed in paese.
Per tutti era a disposizione un Teatro, un Ristoro
(oltre alla mensa), oltre agli impianti sportivi (piscine,
di cui una di dimensioni olimpioniche), alle scuole materna,
elementare e media.
Ai figli dei dipendenti erano garantiti i soggiorni estivi al mare
o in montagna, ed i doni per Natale. Attualmente o stabilimento
industriale, dopo numerose ristrutturazioni produttive e passaggi
di proprietà, fa parte della Caffaro spa. La tenuta agricola,
dopo essere stata per alcuni anni di proprietà della famiglia Gardini
che per prima ha intrapreso la coltivazione della soia su grandi
superfici, oggi è di proprietà del finanziere Ennio Doris.
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