LA STORIA ANTICA

LA VIA ANNIA

LE TRACCE

TORVISCOSA

IL CONTRATTO 1278

LA SEPARAZIONE 1721

ZUINS - LA STORIA

ZUINS - LA BONIFICA

ZUINS - LA CHIESA

LA STORIA RECENTE

MALISANA AL CIMITERO

LA PIEVE

L'ARCHITETTURA

GLI AFFRESCHI



 
TORVISCOSA: 26 ottobre 1940
LA STORIA RECENTE


Il Comune di Torviscosa come si presenta oggi è stato costituito nel 1938 (in precedenza faceva parte del Comune di San Giorgio di Nogaro), e formalmente dal 26 ottobre 1940, al momento dell'insediamento nella nostra area della società SAICI con relativo stabilimento industriale per la produzione della cellulosa.
La SAICI ha acquistato anche una vasta superficie di terreni - oltre 4.000 ettari - che dopo essere stati bonificati consentono la coltivazione della canna gentile (arundo donax) che fornisce la materia prima al processo produttivo.

Torviscosa insieme alla frazione di Malisana può vantare una storia antichissima che prende le mosse dalla fondazione di Aquileia. Numerosi sono infatti i ritrovamenti di materiale archeologico che testimonia del passaggio del tracciato della Via Annia che da Aquileia raggiungeva la Via Emilia passando per Concordia.
La Chiesa parrocchiale di Torviscosa, dedicata alla Madonna del Rosario, è costruzione risalente al 1727, consacrata l’11 maggio 1759 da Carlo Michele dei conti d’Attems, primo arcivescovo di Gorizia dopo la soppressione del Patriarcato di Aquileia nel 1753. Ha facciata regolare, ripartita da alte lesene; all'interno altare maggiore con statue (1728) di S. Antonio da Padova attribuito a Giuseppe Torretti e di S. Francesco degli scultori Paolo e Giuseppe Torretti, cui si deve anche la bella ed elegante Madonna del Rosario sul secondo altare laterale a sinistra.
Recenti sono le pale d'altare raffiguranti S. Francesco e gli Uccelli (Felice Carena, 1953) e S. Teresa d'Avila (Cia Bassani, 1956).

Nella secentesca Chiesa del cimitero (Madonna della Salute), costruita secondo il solito schema delle chiesette votive friulane, nel 1964 è stata «ritrovata» una Madonna in trono con il Bambino, scultura lignea spiacevolmente ridipinta e quasi illeggibile. Dopo il restauro è stato avanzato il nome di Domenico da Tolmezzo quale suo possibile autore. Ipotesi accettabile anche se nel volto della Madonna c'è un provincialismo più accentuato di quanto non sia nella produzione conosciuta del tolmezzino; in ogni caso la statua va datata ai primi anni del XVI secolo.

Se questi sono i monumenti principali di Torviscosa, non va dimenticato che nel suo insieme la cittadina è uno dei più singolari esempi, e non solo in Friuli, di urbanistica razionale, «frutto tipico della civiltà italiana degli anni Trenta».  Torviscosa nasce nel 1937, ed il primo edificio (lo stabilimento della SAICI) viene inaugurato il 21 settembre 1938, nella zona in cui esisteva Torre di Zuino.
Una chiesa (l'attuale Parrocchiale) e poche case coloniche vengono fatte entrare nell'impianto architettonico della nuova cittadina, impostato su vaste aree verdi, su aulici edifici di rappresentanza, sulla parte residenziale operaia e sul settore propriamente produttivo del complesso. Specchio fedele di un preciso momento culturale (nel quale rientrano anche le realizzazioni di Littoria, Carbonia, Sabaudia), Torviscosa venne progettata dall'architetto Giuseppe De Min e dall'ingegner Steno Mainoni dell'ufficio di progettazione della direzione Snia.
A partire dal 1943 il piano urbanistico fu rielaborato dall'ingegner Tita Brusa (che progettò anche opere residenziali),- il campo sportivo ed altri fabbricati sono degli ingegneri Pietro Barbighian e Luigi Secchi; l'alta torre del centro Informazioni e documentazioni è dell'architetto Cesare Pea (1965).

La cittadina di Torviscosa è stata progettata contemporaneamente allo stabilimento industriale, e risente dei moduli architettonici tipici del periodo fascista. Proprio per la sua particolarità è stata oggetto di numerosi studi ed approfondimenti per quanto riguarda l'architettura industriale. Operai ed impiagati potevano disporre di abitazioni di buon livello (per quei tempi), ma la collocazione delle costruzioni teneva conto della rigorosa separazione tra i ruoli in fabbrica ed in paese.
Per tutti era a disposizione un Teatro, un Ristoro (oltre alla mensa), oltre agli impianti sportivi (piscine, di cui una di dimensioni olimpioniche), alle scuole materna, elementare e media.
Ai figli dei dipendenti erano garantiti i soggiorni estivi al mare o in montagna, ed i doni per Natale. Attualmente o stabilimento industriale, dopo numerose ristrutturazioni produttive e passaggi di proprietà, fa parte della Caffaro spa. La tenuta agricola, dopo essere stata per alcuni anni di proprietà della famiglia Gardini che per prima ha intrapreso la coltivazione della soia su grandi superfici, oggi è di proprietà del finanziere Ennio Doris.