LA STORIA ANTICA

LA VIA ANNIA

LE TRACCE

TORVISCOSA

IL CONTRATTO 1278

LA SEPARAZIONE 1721

ZUINS - LA STORIA

ZUINS - LA BONIFICA

ZUINS - LA CHIESA

LA STORIA RECENTE

MALISANA AL CIMITERO

LA PIEVE

L'ARCHITETTURA

GLI AFFRESCHI



 
MALISANA - LA PIEVE AL CIMITERO
LE EVOLUZIONI ARCHITETTONICHE


Note ricavate dai lavori di Luigi Deluisa  (funzionario SAICI e Sindaco di Torviscosa)

Esaminando attentamente alcuni elementi della chiesa attuale potremo, con sufficiente certezza, rilevare le varie fasi che hanno caratterizzato lo sviluppo del sacro edificio, dandogli aspetti differenti nel corso dei secoli.

 

Possiamo ritenere che da un antico oratorio sia sorta un'aula cultuale di cui non è difficile ricavare la forma della sua facciata e di parte del muro posto ad oriente, presentemente incorporati nei muri dell'attuale chiesa; tracce di antiche pitture ci fanno assegnare l'aula al '300.
All'inizio del '400 l'aula viene ampliata con l'aggiunta di un'abside circolare e di uno di quei campanili a vela allora in uso nelle chiese del Friuli, assumendo in tal modo l'aspetto di vera e propria chiesa. Alla fine del '400 (forse nel 1485 se una iscrizione esistente sui muri del campanile può avere attinenza con ciò) l'abside viene ingrandita assumendo forma semiesagonale ed è ornata con affreschi.

Due secoli più tardi (1600), la chiesa viene ingrandita con l'aggiunta di due navate laterali che le danno un aspetto basilicale, veramente insolito in un edificio di piccole dimensioni mentre il campanile a vela viene sostituito con uno di quei campanili a torre che sono comuni nella Bassa Friulana.
Durante i lavori del restauro eseguito nel 1948, nel demolire l'altare, opera del '600, senza pregi di sorta, è stato trovato, entro la mensa dello stesso, un tronco di colonna dorica, certamente portato qui da Aquileia, che doveva, originariamente, funzionare da sostegno della mensa dell'altare, e in tale funzione è stato ripristinato.
Nel 1559, come risulta da un documento citato dallo Joppi, sopra l'altare della chiesa esisteva una pala dorata, opera del pittore Leonardo da Marano.