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UNO DEI PRIMI DOCUMENTI
IN CUI SI NOMINA ZUINS


Il 1278, 28 Gennaio nel castello di Tarcento D. Federico di Caporiacco per 64 marche e 16 denari aquileiesi vende i suoi possessi in Zuins al Signor Detalmo di Villalta. (Atto di Giacomo Nibisio, notaio di Gemona - Arch. Not. Udine e Bibl. Com. 340 47,fasc. 1°, trascritto nell'originale latino).

L'Atto notarile del 1278 che riporta la vendita di Zuino da parte dei signori di Caporiacco a quelli di Villalta.

   

«A.D. MCCLXXVIII ind. VI die IV exeunte Jannuario, presentibus Dominis Conrado et Rodulfo fratribus de Savorgiano, Detemaro de Vendojo, Leonardo Franculino de Legio, Artuico de Murucio, Otolino filio quondam Domini Candidotti de Glemona et aliis. Dominus Federicus de Cavorgiano pro se et heredes suos precio LXIIII marcarum et XVI denariorum aquilejensis monete diffinitive et in perpetuum vendidit, donavit, tradidit ac dedit et investivit Domino Detalmo de Villalta suisque heredibus omnia et singula sua bona quae habetin Ç ugins proprios iure proprio et feudem iure feudi cum introitibus exitibus silvis pratis domibus molendinis mansibus paludibus campis et cetera et omnia ibidem bona excepta masnata ad habendum et cetera sine contradictione et cetera.
Promisit insuper dictus Dominus Federicus per se et heredes suos cum obbligatione et cetera dicto Domino Detalmo suisque heredibus dicta bona omna warentore (!) et cetera sub pena dupli et cetera pro causa et cetera.
Nuncius tenute Dominus Detemarus testis dictus que bona se constituit possidere pro Domino Detalmo donec possessum intraverit corporalem et cetera. Actum in palacio Castri de Tricento».

Ed ecco l'atto nella traduzione italiana:

"28 gennaio 1278,  alla presenza dei Signori fratelli Corrado e Rodolfo di Savorgnano, Detemaro di Vendoglio, Leonardo Francolino di Illegio, Artuico di Moruzzo, Otolino figlio del fu Signor Candidotti di Gemona ed altri. Il Sig. Federico di Caporiacco per sè e i suoi eredi, al prezzo di 64 marche e 16 denari di moneta aquileiese, definitivamente ed in perpetuo vendette, donò, consegnò, diede ed investì al Sig. Detalmo di Villalta e ai suoi eredi tutti i singoli suoi beni che per diritto di proprietà personale e di feudo possiede in ÇUGINS(*), con le entrate, uscite, selve, prati, case, molini, mansi(**), paludi campi, eccetera ed avere tutti i beni del luogo all'infuori dei servi di masnata eccetera, senza contraddizioni eccetera.
Il detto Sig. Federico, per sè e i suoi eredi, promise inoltre con obbligazione eccetera tutti i detti beni al sopra ricordato Sig. Detalmo e ai suoi eredi, con garanzia eccetera sotto pena del doppio eccetera per causa eccetera. 
Rappresentante della tenuta fu il sopradetto teste Sig. Detemaro che aveva stabilito di possedere quei beni per conto del Sig. Detalmo finchè questi non avrà potuto possederli di persona eccetera. Fatto nel palazzo del castello di Tarcento".

(*) la lettera Ç si legge Z aspra o dolce; Vedi G. Marchetti: "Archivi Gemonesi" e "Gemona nel MCCC" in "Glemone" - Udine, 1965
(**) Manso o maso era un'unità di misura poderale corrispondente a 24 campi (circa 8 ettari).