Comune di Torviscosa

Ricerca rapida


< vai al contenuto centrale




Il tuo percorso: Ti trovi qui: HOME > Cultura e turismo > Gli archivi storici > Fondo ex Caffaro

Fondo ex Caffaro

Fondo ex Caffaro, Torviscosa: interno del teatro, Delegazioni italiane e tedesche in occasione del raddoppio dello stabilimento, 21 settembre 1940

Nel settembre del 2010 l’Amministrazione comunale di Torviscosa ha chiesto alla Soprintendenza archivistica del Friuli Venezia Giulia di porre sotto tutela l'archivio storico di proprietà della Caffaro Chimica srl in A.S., della Caffaro srl in A.S. e dell'associazione Primi di Torviscosa. Due mesi dopo, il 29 novembre 2010, il complesso archivistico è stato dichiarato di interesse culturale ai sensi del D.lgs. 42/2004. La dichiarazione riconosce il valore storico-culturale dell'archivio e con una serie di rigide disposizioni vincola il detentore del bene a garantirne la corretta conservazione e a renderlo consultabile a tutti. Per poter eseguire i lavori di manutenzione straordinaria programmati al CID, il materiale della Caffaro è stato trasferito nella sala consiliare del municipio, dove, a partire da luglio 2012, sono iniziati i lavori di inventariazione dei documenti. In precedenza, era stata censita e catalogata a cura del Centro di catalogazione regionale di Villa Manin solo una parte del fondo fotografico e attualmente sono disponibili nel sito web del Sistema informativo regionale del patrimonio culturale (www.sirfost-fvg.org) le schede di catalogazione di 3027 fotografie.

Oltre al fondo fotografico, l'archivio attualmente depositato in sala consiliare comprende anche un fondo di elaborati grafici, un fondo librario e materiali vari.

Nel fondo fotografico sono conservati circa duemila negativi in lastra e circa milletrecento negativi in celluloide legati all'attività dello studio Crimella-Aragozzini. Questo straordinario materiale illustra e documenta i lavori di sistemazione agraria, la costruzione della fabbrica e del paese, le distruzioni della guerra e la ricostruzione in un arco temporale che va dal 1937 al 1967. Una parte dei negativi descrive la costruzione delle centrali del Meduno e di alcuni stabilimenti esteri (SNIAFA e Coimbatore). Ci sono inoltre alcune centinaia di negativi e di diapositive che descrivono gli impianti più recenti, le visite di delegazioni estere e di personaggi illustri e altre attività avvenute tra il 1960 e il 2000. Sono anche conservati circa settemila positivi in parte raccolti in cartolari tematici e in parte conservati in scatoloni dove sono raggruppati per argomento. Fanno parte del fondo anche millenovecento cartoline in bianco e nero raffiguranti una ventina di soggetti diversi ripresi in più periodi (fabbrica, paese, piscine, teatro, darsena, ecc.).

Il fondo di elaborati grafici, suddiviso in due distinti gruppi, comprende disegni (tutti su carta da lucido) provenienti dagli archivi della SAICI-SNIA Viscosa. Il primo gruppo, composto da 175 tavole, comprende i disegni relativi agli edifici civili del paese e alle strutture architettoniche della fabbrica. Nel secondo gruppo di elaborati grafici (747 tavole) sono illustrati particolari tecnici (diagrammi, schemi elettrici, meccanici e tubazioni) relativi alle centrali del Meduno e agli impianti cloro-soda, caprolattame, cellulosa e centrale termoelettrica.

Il fondo librario comprende una ventina di pubblicazioni d'epoca, articoli vari e la raccolta (quasi completa) del periodico aziendale "Il nostro lavoro" che stiamo in questo periodo digitalizzando per poterlo rendere pubblico attraverso internet. Di notevole interesse storico, oltre alle versioni originali di alcune pubblicazioni della SNIA Viscosa, un dattiloscritto del professor Brusin e una copia d'epoca del Poema di Torre Viscosa di Filippo Tommaso Marinetti, pubblicato a cura della SNIA Viscosa nel 1938.

Tra i materiali vari inventariati, e di cui non si conosceva assolutamente l'esistenza, va ricordato un interessante provino in gesso realizzato dallo scultore Romano Vio, che rappresenta uno studio per il monumento a Marinotti collocato dal 1971 all’ingresso dello stabilimento.