Comune di Torviscosa

Ricerca rapida


< vai al contenuto centrale




Il tuo percorso: Ti trovi qui: HOME > Cultura e turismo > Zumello e Fornelli

Zumello e Fornelli

[da: DELUISA Luigi, Torviscosa. Cenni storici. Udine, Arti Grafiche Friulane, 1988. Pp. 29-30]

Il primo documento storico in cui è citato il nostro territorio è quello che elenca le donazioni del Patriarca Popone di Aquileia al Monastero di Santa Maria fuori delle Mura di quella città, recante la data del 23 luglio 1041; con esso venivano confermati al Monastero, oltre a varie località dell'Agro Aquileiese, anche "i campi, prati, boschi, diritti di caccia e pesca, corsi d'acqua e paludi posti fra il fiume di Terzo e lo Zumello, affluente del Corno".

Nel 1139 è citata la "Villa de Zumel", ciò che ci fa ritenere come sulle fondamenta delle case romane, che già sorgevano intorno al VII° miliario della Via Annia, presso il ponte dello Zumello, esistesse un villaggio; possiamo supporre anche l'esistenza di un porticciolo, dato che lo Zumello era allora navigabile fino alla laguna.

La località di Fornelli la troviamo citata per la prima volta nel 1106; in seguito appare come "Villa de Furnel" nel 1175-1193, "Furgnei" (1326), "Villa de Furnello" (1343), "Villa Forgnei" (1446), "Forgnelli" (1550). In questa località esisteva l'antichissima chiesa di S. Antonio Abate; trattasi dell'attuale chiesa del cimitero, rifatta completamente nel secolo XVIII°, sotto il cui pavimento si trovavano le tombe di alcuni Signori della famiglia Savorgnan, trasferite in seguito nella Parrocchiale.
Prima del suo rifacimento questa chiesa, come tutte quelle del 1200-1300, epoca a cui riteniamo di assegnarla, aveva l'abside volta ad oriente; l'arcosolio che sosteneva l'abside stessa nella parte anteriore, è stato scoperto, durante i recenti lavori di restauro, nella facciata dell'attuale chiesa, il cui pavimento era, prima di questo restauro, circa un metro più basso dell'attuale.

Vi si conserva una statua lignea rappresentante la Madonna della Salute, opera di sicura appartenenza alla scuola Tolmezzina e che, per le sue caratteristiche, lo stile e la fattura, riteniamo di attribuire al caposcuola Domenico da Tolmezzo.