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Il
RISCHIO DI INCIDENTE RILEVANTE CONNESSO CON DETERMINATE ATTIVITA'
INDUSTRIALI
Il
rischio
Il
rischio è la possibilità che si verifichino conseguenze dannose
a seguito di circostanze non sempre prevedibili. Nessuna attività
umana è completamente priva di rischi.
Ci sono rischi:
- di origine naturale (terremoti, frane, inondazioni, incendi, ecc.)
- di origine sociale (epidemie, guerre, attentati, ecc.)
- legati all'attività individuale in casa o nel tempo libero (incidenti
domestici, stradali, ecc.)
- derivanti dalle opere dell'uomo (crollo di ponti o dighe, deragliamento
di un treno, ecc.)
- legati alle attività industriali (inquinamento, incidenti sul
lavoro, incidenti rilevanti
Come
ridurre il rischio
Nella vita quotidiana siamo abituati a convivere con una serie di
rischi e con i relativi sistemi di prevenzione e protezione.
Ad esempio:
• dagli incidenti automobilistici ci si protegge con una guida prudente,
cinture di sicurezza, airbag, evitando di bere alcolici, effettuando
la necessaria manutenzione, ecc.;
• le scosse elettriche e cortocircuiti nell'uso di elettrodomestici
vengono prevenuti con precauzioni d'impiego, materiali di qualità
e impianti salvavita;
• l'asfissia e le esplosioni da fughe di gas sono evitabili con
una rigorosa manutenzione degli scaldabagni e cucine a gas e con
l'uso di valvole a termocoppia;
• per il buon uso dei medicinali si seguono le informazioni allegate
e i consigli del medico.
I
rischi si possono quindi prevedere e prevenire.
Per farlo occorre:
- conoscerli e valutarli;
- ridurli e controllarli all'origine, attuando misure di prevenzione
e sicurezza;
- informare, addestrare ed equipaggiare tutti i soggetti interessati
dal rischio;
- predisporre sempre misure di emergenza nel caso l'evento dannoso
si verifichi.
Il
rischio connesso alle attività industriali
Sono da tutti riconosciuti i vantaggi derivanti dallo sviluppo industriale,
come ad esempio la sconfitta delle epidemie e delle carestie, l'aumento
delle vita media, la diffusione di nuovi prodotti indispensabili
alla qualità della vita.
Ma uno dei punti irrinunciabili per qualificare come "sostenibile"
tale sviluppo, è quello di abbattere i rischi ad esso connessi.
Si tratta quindi di ridurre al minimo i danni:
- per l'uomo (infortuni, malattie professionali, ecc.);
- per l'ambiente (inquinamento di aria, suolo, ecc.).
I
sistemi di gestione dei rischio industriale considerano contemporaneamente
due grandezze:
- la probabilità che un incidente si verifichi;
- la dimensione o la gravità degli effetti dell'incidente stesso.
Un'attività
può dunque essere a rischio accettabile:
• perché l'incidente è assai poco probabile;
• perché l'incidente produce effetti dannosi molto modesti;
• perché sono bassi sia la probabilità che gli effetti.
Ne
discende quindi che si può intervenire per abbassare il rischio:
- riducendo la probabilità che l'incidente accada: si fa dunque
della prevenzione;
- riducendo la dimensione degli effetti dell'incidente: si fa della
protezione;
- facendo contemporaneamente della prevenzione e della protezione.
Come
ogni altra attività umana, anche quella industriale non può essere
"a rischio zero".
Da un lato esiste un limite nell'affidabilità delle apparecchiature
tecnologiche predisposte per la prevenzione e la protezione.
Dall'altro non sempre è praticabile un orientamento verso sistemi
che prescindano dall'intervento umano, che ha anch'esso limiti di
affidabilità.
Sono quindi definiti, e controllati dalle autorità preposte, dei
livelli accettabili di rischio legati:
- all'utilizzo dei migliori sistemi tecnologici di prevenzione e
protezione;
- alla accurata gestione dei sistemi di sicurezza e alla specifica
formazione degli addetti.
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